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“IO L’AVEVO DETTO”
by Franco Monchiero

“IO L’AVEVO DETTO”
by Franco Monchiero

Come dico sempre più spesso il fatto inevitabile di diventare vecchio oltre a tutti gli svantaggi del caso porta anche piccoli vantaggi.
Il primo, nonostante il mio carattere, è sicuramente quello di essere diventato un po’ più riflessivo (ho detto un po’..) , poi sicuramente più di diplomatico e con una maggiore sopportazione ai fatti della vita grazie alla maturata esperienza, anche se sempre più spesso mi rendo conto di pronunciare una frase che personalmente ritengo insopportabile ovvero “io l’avevo detto”

Questa frase mi sta sulle “balle” perché tutte le volte che la pronuncio mi rendo conto di non essere stato preso abbastanza in considerazione ponendomi paradossalmente al tempo stesso in una posizione di perfetto “rompiscatole”.

Un po’ di anni fa, nacque la bici da enduro e ricordo bene che veniva considerata un’ottima occasione di allenamento per gli atleti della Downhill e un modo per affinare la tecnica di guida per alcuni XC-Riders, ma a parte poche eccezioni per la figura dell’Endurista vero ci vollero alcuni anni e oggi l’enduro è una disciplina consolidata come l’atleta che lo pratica .
Ovviamente adesso non ci sono dubbi, ma all’inizio io continuavo a ripetere che sarebbe andata così, ma per alcuni ero solo un povero illuso visionario……ed ecco presentarsi la famosa frase “io l’avevo detto”

Un paio di anni fa, con il supporto dei miei amici Trippa Cristian e Bonandrini Davide ho pensato che sarebbe stato opportuno, considerando il crescente interesse verso quel mondo, organizzare gare specifiche per e-bike.
E’stato un vero azzardo, perché contrariamente al parere di molti, chi avrebbe detto che oggi organizzare gare con bici destinate per lo più a persone non propriamente preparate fisicamente per le gare da enduro avrebbero avuto un senso??

Anche in questo caso, visto il successo del circuito e-Enduro, in questi giorni mi è toccato ripetere a qualche scettico dell’epoca verso le biciclette a pedalata assistita la mia odiata frase “io l’avevo detto”, non solo, stanno già copiando il nostro format gara prendendo spunti dal nostro lavoro.

Come accadde più di 10 anni fa anche all’inizio della e-Enduro non c’era una figura specifica di atleta, alcuni erano alla prima esperienza (e già questo è stato positivo), ma la maggior parte erano e forse sono ancora ragazzi che arrivano da altre discipline, in primis dall’Enduro ma da quest’anno, come da sempre sostengo, abbiamo cominciato a generare l’interesse di ragazzi che stanno diventando degli specialisti e-enduro…ed ecco ricompare la famosa frase che non voglio più pronunciare….

Ma faccio un nome su tutti della nuovo prototipo di e-endurista: Andrea Garibbo.
Avrei potuto nominarne altri, ma a parte chi mi piace come persona, Andrea è una persona speciale che parla poco, si impegna tantissimo e soprattutto se la tira poco.

La cosa più importante è che come pochissimi altri ha un modo di interpretare la bici da e-Enduro praticamente perfetto!! Non datelo per scontato, uno che sa andare bene in bici, non è detto che sia altrettanto efficace con la bici elettrica e lui ha saputo per chissà quale strano allineamento di pianeti interpretare la gestione gara perfettamente da renderlo veloce come pochi altri.
Non lo conosco bene di persona, ma ho la sensazione che con lui si stia definendo la figura dell’ e-Endurista!
Comprensibilmente ad inizio stagione in molti, non conoscendo anche il suo passato agonistico, ha messo in dubbio le reali capacità di questo ragazzo sbucato dal nulla, ma con il tempo Andrea ha saputo convincere tutti.

Quando ero giovane correvo in moto, facevo “Regolarità” ciò che alcuni anni dopo venne rinominato Enduro e già allora che le categorie erano molte (molte più di adesso) ed erano definite dalla cilindrata della moto. Spesso accadeva che un pilota particolarmente talentuoso veniva messo in dubbio per l’effettiva cilindrata della propria moto. Molte moto di cilindrata diversa, viste dall’esterno erano praticamente identiche e questo accendeva dubbi, ma anche in qual caso le regole prevedevano la possibilità di verificare l’effettiva cilindrata della moto.
Essendo anche l’e-Enduro una disciplina dove esiste una componente “motoristica”, è quasi normale che se ne parli. Le nostre linee guida per la preparazione dei percorsi sono state studiate per non incentivino la ricerca della potenza o velocità del motore, ma è normale e giusto che se ne parli.
La e-Enduro ha gradualmente incrementato ( e sempre di più lo farà) i controlli sulle eventuali anomalie o alterazioni del motore, ma una cosa è certa, Andrea Garibbo è uno che il “GAS APERTO” lo sa dare davvero bene! Lo ha anche dimostrato pochi giorni fa durante una gara dei nostri colleghi francesi, dove probabilmente gli è sfuggita la vittoria per un po’ di sfortuna.

Io ve lo avevo detto, bravo Andrea Garibbo!!

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